SCENA 1 – INT. MAGAZZINO – TARDO POMERIGGIO

Rumore di scatoloni, luci al neon intermittenti.

LUI (27 anni, volto scavato, divisa da lavoro logora) sta finendo il turno in un magazzino automatizzato. I robot
fanno quasi tutto. Lui serve solo a rimettere a posto i guasti. Una voce robotica annuncia la fine del turno.

SCENA 2 – INT. CASA – SERA

Lui apre la porta. Un appartamento modesto ma pulito. Luci calde, odore di tè alle erbe.

SUA SORELLA (30 anni, lineamenti sereni ma pallidi) è sul divano. Una coperta sulle gambe. Sta suonando una
melodia dolce, dal sapore nordico, malinconica e viva al tempo stesso.

LUI
(togliendosi le scarpe, esausto)
Hai mangiato qualcosa oggi?

SORELLA
(senza smettere di suonare)
Un brodino sintetico. Il tuo piatto forte.

LUI
Sorprendente che non ti abbia uccisa.
Sorride, ma è un sorriso stanco. Si siede sul pavimento, poggiando la testa contro il divano. La melodia continua.
Un momento di pace.

SORELLA
Hanno chiamato dalla clinica. Dicono che il piano B costa il triplo.
Silenzio. Lui chiude gli occhi.

SCENA 3 – INT. BAGNO – POCO DOPO

Lui guarda il proprio corpo allo specchio. Lo osserva come se già non fosse suo.
Appoggia la mano sullo stomaco. Poi apre il cassetto. Un volantino piegato:
“Programma Donatori Selezionati – Offri te stesso. Scegli di nutrire l’umanità.”
C’è un QR code, e sotto: “Compenso immediato. Zero rischi.”

SCENA 4 – INT. CENTRO DONATORI – GIORNO

Un edificio bianco, asettico, senza finestre. Sembra una banca o una clinica di lusso.

LUI entra titubante. Viene accolto da una RECEPTIONIST dal sorriso programmato, impeccabile.

RECEPTIONIST
Benvenuto al Centro Donatori Selezionati.
Per una nutrizione umana, etica e sostenibile.
Lei ha un appuntamento?

LUI
(abbassando lo sguardo)
Ho compilato il modulo online. Mi hanno confermato.

RECEPTIONIST
Perfetto, signor…?

LUI
Non serve il nome. Ho accettato la clausola d’anonimato.

Lei sorride di più. Un BIP segnala il riconoscimento facciale. Si apre una porta laterale.

SCENA 5 – INT. SALA ORIENTAMENTO – SUBITO DOPO

Una stanza bianca. Una sedia al centro. Un OLOGRAMMA prende vita davanti a lui: un UOMO FELICE in camice,
come in una pubblicità sanitaria.

OLOGRAMMA
Sapevi che il tuo corpo può nutrire fino a 14 individui di fascia alta?
Noi selezioniamo con cura: solo chi ha un’ottima genetica e uno stile di vita sobrio.
La tua carne… è un dono.
Ricorda: Tu non sei il tuo corpo. È solo materia di scambio.

Il protagonista guarda il video, impassibile. Ma le sue mani tremano.

VOCE FUORI CAMPO (umana, maschile, calma)
Le serve una bevanda rilassante? I prelievi cominciano tra poco.
Una GUARDIA in divisa bianca lo guarda gentile, ma gli occhi sono vuoti.

SCENA 6 – INT. SALA MEDICA – LUCI FREDDE

Il protagonista è sdraiato su un lettino reclinabile. Intorno a lui, tutto è bianco e silenzioso, come in una spa.

Una TECNICA MEDICA (giovane, troppo sorridente) prepara una strumentazione. Un monitor mostra una rappre‐
sentazione tridimensionale del suo corpo, come fosse un animale da macello sezionato per tagli pregiati.

TECNICA MEDICA
(come se parlasse a un paziente estetico)
Abbiamo selezionato la parte alta del quadricipite destro: tessuto ricco, ben ossigenato.
Ti addormenterai dolcemente. Quando ti sveglierai, avrai già ricevuto il primo accredito.

LUI
(prende fiato, poi)
Fa male dopo?

Lei sorride, come se la domanda fosse infantile.

TECNICA MEDICA
Solo un po’ di disagio. Il dolore è una percezione.
Ma pensa a tua sorella. Le sue cure, ora, sono a portata di mano.

Silenzio. Lui guarda il soffitto. Poi chiude gli occhi.

SCENA 7 – INT. OLTRE IL VETRO (sala controllo) – STESSO MOMENTO

Dietro una parete a specchio, un SUPERVISORE e un MEDICO osservano.

SUPERVISORE
Tessuto pulito. Nessun tatuaggio, nessuna tossina. È un buon pezzo.

MEDICO
Già selezionato per il ciclo continuo?

SUPERVISORE
Non ancora. Vediamo se firma volontariamente dopo il primo intervento.

La camera indugia su una voce fuori campo, registrata:

VOCE AUTOMATICA
Ogni donatore ha diritto a rifiutare. La sua scelta sarà rispettata.
Ma chi rifiuta, rinuncia anche alla seconda fase del compenso.

SCENA 8 – INT. CASA – SERA

La sorella è sul divano, stessa posizione, ma più pallida. Sta provando a suonare, ma si interrompe di continuo.
Tossisce.
Si alza a fatica, va in cucina. Apre il frigo: dentro solo una bottiglia d’acqua e un contenitore etichettato “nutripastoricostituito – aroma pollo”. Lo chiude. Prende una tisana.
Guarda il telefono. Nessun messaggio. Poi nota una busta sul tavolo, lasciata lì da lui prima di uscire.
La apre: dentro, alcune banconote e un biglietto con grafia tremolante:

Per le analisi. Non preoccuparti. Torno presto.
P.S. non toccare il brodo sintetico, è veleno poetico.
Sorride. Ma lo sguardo si fa cupo. Forse sa che c’è qualcosa che non le ha detto.

SCENA 9 – INT. SALA RECUPERO – GIORNO SEGUENTE

LUI si sveglia lentamente, occhi rossi, respiro incerto.
Accanto al letto, una sacca piena di liquido rosso scuro. La gamba è fasciata, irrigidita.
Una voce metallica recita:

VOCE AUTOMATICA
Benvenuto nella seconda fase. Il tuo contributo è stato valutato sopra la media.
Siamo lieti di offrirti una nuova possibilità: adesione al ciclo continuo.
Premi il pulsante verde per accettare. Premi il rosso per rifiutare.
(Attenzione: il rifiuto comporta la restituzione del 60% dell’accredito e l’esclusione permanente dal programma.)

Lui guarda i due pulsanti accesi davanti a sé. Verde. Rosso.
Zoom lento sul suo volto. Nessuna musica. Solo il rumore del respiro.

SCENA 10 – INT. STANZA POST-OPERAZIONE – QUALCHE ORA DOPO

LUI, ancora mezzo sedato, parla con una CONSULENTE (vestita come un’assistente turistica, sorriso profession‐
ale ma occhi freddi).
Ha in mano un tablet con immagini patinate: campi verdi, stanze colorate, sorrisi falsati da filtri. Sembra una
pubblicità per un centro benessere di lusso.

CONSULENTE
Il ciclo continuo è un onore riservato a pochi.
Chi aderisce viene trasferito in una delle nostre strutture modello.
Ogni esigenza soddisfatta. Cibo gourmet, assistenza continua, attività culturali e ludiche… perfino momenti di
intimità controllata.

LUI
(ancora debole)
Sembra… una gabbia dorata.

CONSULENTE
(piegando la testa, ancora sorridendo)
Preferiamo chiamarlo Santuario.
Lei è diventato un essere prezioso. Raro.
Il suo corpo è patrimonio collettivo.
Non può più permettersi rischi, ambienti tossici, emozioni inutili.

Lui abbassa lo sguardo. La gamba fasciata pulsa. La consulente si alza e gli lascia il tablet.

CONSULENTE
Ha ancora qualche giorno per decidere. Ma il suo sangue… è già in lista per l’alta cucina.

Zoom sullo schermo: un piatto elegante con “Carne N.48 – Filetto emozionale” scritto in caratteri eleganti.

SCENA 11 – INT. CASA – NOTTE

Ritorna a casa. Cammina male. Tiene il busto rigido.
La sorella lo abbraccia appena entra. Ma si stacca subito, avvertendo qualcosa di diverso: l’odore del disinfet‐
tante, la tensione dei muscoli.

SORELLA
Sei sparito.
Sei… tutto intero?

LUI
Più o meno.

Cerca di scherzare. Lei lo guarda dritto negli occhi.
Poi abbassa lo sguardo e gli sfiora la gamba fasciata.

SORELLA
Cos’hai fatto, stavolta?

LUI
Ho solo… accettato un’offerta che non potevo rifiutare.

Silenzio. Lei prende la chitarra. Accenna una melodia, ma questa volta è più cupa.
Lui si siede. Le sue mani tremano. Guarda le sue dita come se non fossero più sue.

SCENA 12 – INT. CASA – GIORNI DOPO

LUI si alza dal letto. Cammina zoppicando.
Va in bagno, si toglie la maglia: il corpo ha cominciato a reagire.
Lividi che si muovono, come nervi impazziti. La gamba non obbedisce del tutto.
Si guarda allo specchio. Gli occhi sembrano più scavati, ma anche… lucidi, come se non fossero più suoi.

SCENA 13 – INT. SOGGIORNO – POCO DOPO

Prova a mangiare con la sorella. Lei parla del medico, dei risultati che stanno migliorando.
Lui finge di ascoltare, ma mastica lentamente. Il cibo ha strani sapori metallici.

SORELLA
Tutto okay?

LUI
Sì. Solo un po’ di stanchezza.

SCENA 14 – INT. CAMERA – NOTTE

Squillo.

Il telefono lampeggia. Numero anonimo. Lui non risponde.
Messaggio vocale automatico:

Caro donatore, il suo recupero è monitorato.
La invitiamo a prendere visione del contratto firmato.
Il suo corpo è parte del nostro programma. Rientrare è un obbligo previsto in caso di reazione anomala.

Cancella il messaggio. Un secondo dopo, ne arriva un altro.

SCENA 15 – INT. CUCINA – MATTINA SEGUENTE

Lui apre la porta. Trova una scatola bianca senza mittente.
Dentro: vitamine, un bracciale identificativo, una brochure lucida: “Benvenuto nella Fase 2: l’Umano del Futuro.”
Sotto, una frase:

“Chi dà se stesso, non si appartiene più.”

SCENA 16 – INT. STAZIONE METRO – SERA

Lui tenta di uscire. Di andare altrove.
Ma ai tornelli, un sensore rileva il bracciale (lo aveva in tasca).
Luce rossa.
Un AGENTE DI SICUREZZA si avvicina, gentile ma fermo.

AGENTE
Lei ha firmato, signore.
È meglio che torni a casa.

SCENA 17 – INT. CASA – NOTTE

La sorella è sul divano, coperta fino alle spalle, la chitarra a terra. Lui è seduto accanto, rigido. Guarda il soffitto.

LUI
(non la guarda)
Stavo pensando di tornare là.

Lei si gira piano, senza dire nulla. Il silenzio è più pesante delle parole.

LUI
Hanno parlato di… comunità. Benessere.
Niente più bollette, niente ospedali. Solo cibo, cure. Un letto.
Saresti sistemata. Io pure.
Non… non sarebbe poi così male.

Lei lo guarda. La voce, quando arriva, è ferma.

SORELLA
Vuoi diventare un animale da compagnia con pedigree.
Per me?

LUI
Per noi.
(una pausa)
Ho firmato. Lo sai.

SORELLA
Hai firmato da disperato. Non sei obbligato a diventare… carne.

LUI
(guardandola ora, diretto)
Siamo già carne.

Lei lo schiaffeggia. Leggero. Ma sincero.

Poi lo abbraccia subito. Forte. Forse troppo.

SCENA 18 – INT. CAMERA – ALBA

Lui scrive. Penna e foglio, non digitale. La luce è fredda.

“Non posso più fare finta. Ogni giorno è un debito. Ogni tuo respiro pesa su di me più del dolore alla gamba.
Io non sono un eroe, né un martire.
Ma se posso essere il tuo futuro…
Allora che io diventi passato.”

Piega il foglio. Lo infila in una busta.

SCENA 19 – INT. CASA – POCO DOPO

Sulla porta: la busta, poggiata sulla chitarra.
La sorella dorme. Respira piano.
Lui la guarda un’ultima volta. Sottovoce:

LUI
Suonala per me, quando torneranno a cercarti.

Esce. Chiude la porta piano.
Silenzio.

SCENA 20 – SANTUARIO – GIORNO

Un grande giardino, apparentemente sereno. Alberi curati, siepi perfette. Alcuni “donatori” passeggiano lenta‐
mente. Vestiti identici, volti sereni. Tutto è troppo in ordine.

Una musica ambientale, lieve, quasi ipnotica.
LUI è lì. Cammina tra gli altri, lento ma sicuro. Il corpo ancora dolorante, ma stabile. Ha gli occhi spenti ma
tranquilli.

Passa davanti a una zona relax, dove un altro donatore suona una melodia con una piccola cetra.
Una melodia nordica. La stessa che suonava sua sorella.

LUI si ferma. Ascolta. Chiude gli occhi.

Una VOCE FUORI CAMPO (la stessa del primo video promozionale):

“Qui, ogni individuo ha trovato il suo scopo.
Non servi più per ciò che sei, ma per ciò che offri.
E offrire se stessi… è il più alto atto d’amore.”

Zoom sul suo volto. Una lacrima scivola, ma il volto resta immobile. Non è dolore.
È… resa.

FINE.