Riuscirò mai a trascrivere l’universo che vivo nella mia testa?
Probabilmente no.
Però ogni tanto ci provo.
(Lo so: così melodrammatico.)
Cosa troverai
Avete mai immaginato la Terra prima dei confini? Quando era un solo continente e il mondo non aveva ancora imparato a separarsi.
La terra si spostava lentamente. Si incrinava, si allontanava, senza sapere cosa stava perdendo o creando. Non c’erano nomi. Non c’erano mappe. Solo materia che cambiava forma.
I confini sarebbero arrivati molto dopo. Quando qualcuno avrebbe avuto bisogno di fermare ciò che si muoveva.
Poi è arrivato l’essere umano. Ha guardato. Ha camminato. Ha dato nomi alle cose.Ma a un certo punto ha iniziato a misurare. E quando misuri, dividi.
Ha tracciato linee dove prima c’erano solo distanze. Ha chiamato “confine” qualcosa che si muoveva ancora.
Per praticità, si disse. Per sicurezza. Per ordine. La Terra si è ritrovata improvvisamente piena di muri invisibili e di persone pronte a morire per difenderli.
Il paradosso è che nessun confine ha mai fermato una placca tettonica. Ma ha fermato milioni di esseri umani.

Questo racconto è parte di qualcosa più grande, ancora in corso. Qui troverai poesie, riflessioni filosofiche, esperimenti narrativi.
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